lezione 4



231/1Collegare ciascuna delle sette frasi seguenti (da 8.1 a 8.7) al luogo in cui può essere letta (da A a G) 
 
 
1.1Tempo di cottura: 12 minuti 
1.2Finito di stampare nel gennaio del 1997 
1.3Leggere attentamente le avvertenze e le modalità d'uso 
1.4Prima di installare il programma chiudere tutte le applicazioni in uso 
1.5Passo carrabile 
1.6Posto riservato a minorato non deambulante 
1.7Chiusura estiva 
A) in autobus B) sul computer C) su un libro D) sulla porta di un cinemaE) Davanti a un portone o un cancello F) su un pacco di pasta G) sulla pubblicità di una medicina 


231/2Collegare ciascuna delle sette frasi seguenti (da 8.1 a 8.7) a una delle sette foto che seguono (da A a G) 
 
 
2.1Ma che stai dicendo? 
2.2Scusami, ma non riesco a trattenere le lacrime! 
2.3Sì amore mio, ti amo! 
2.4Lieto di conoscerLa 
2.5Cin cin! 
2.6Vabbe', amici come prima! 
2.7Fuori di qui! 

A

B

C

D

E

F

G




231/3Completare le frasi con un articolo determinativo o indeterminativo (il, lo, l', la, i, gli, le, un, uno, una, un') o, se necessario con una X per indicare NESSUN ARTICOLO 
 
 
3.1____ 8 marzo è la festa delle donne 
3.2____ nazioni della Comunità Europea sono molto numerose 
3.3Studio _____ farmacia all'università 
3.4___ ultimi film girati da Sergio Leone erano bellissimi 
3.5Nei prossimi giorni ti scrivo ____ e-mail 
3.6____ Via Nazionale è una strada nel centro di Roma 
3.7____ Euro - in questo periodo - è una moneta molto forte 

231/4Completare le frasi con una vocale (-a, -e, -o, -i) 
 
 
4.1Molte città italian___ sono importanti per l'arte 
4.2Il colore dei bambini è l'azzurro, quello delle bambine è il ros__ 
4.3Da giovane lui era un uomo molto fort___ 
4.4Hai detto due o tre cose interessant___ 
4.5Ho trovato il tuo numero sull'elenco telefonic__ 
4.6"O sole mio" è una canzone italiana molto famos___ 
4.7La questione petrolifera è un problema internazional__ 

231/5Completare le frasi con le preposizioni  
 
 
5.1La posta non è lontano ____ mio ufficio 
5.2Le lezioni cominciano  ______ 9.30 
5.3Il treno ____ Milano è in partenza dal binario 8 
5.4In mezzo ____ mare c'è un'isoletta non abitata 
5.5Non ho trovato un hotel e sono andato a dormire ___ amici 
5.6"L'Ultima Cena" è stata dipinta ____ Leonardo da Vinci 
5.7Per fare sport devi usare scarpe ____ ginnastica 

231/6Completare con il verbo coniugato al presente indicativo 
 
 
6.1Lui /cantare/_______________ bene 
6.2Lui /vedere/________________ molti film 
6.3I bambini /dormire/____________________ 
6.4Le scuole  /finire/ __________________ in giugno 
6.5Ma tu cosa /volere/ ____________________ da me? 
6.6Milioni di persone /morire/___________ di fame 
6.7Stasera loro /uscire/_________________ con degli amici 


I pronomi riflessivi

io mi pèttino
tu ti radi
lui si alza
lei si lava
noi ci svegliamo
voi vi vestite
loro si prepàrano

"SI" IMPERSONALE
In questo caso la particella si ha il valore di soggetto indefinito; è possibile usare la costruzione impersonale con qualsiasi verbo intransitivo o transitivo attivo alla terza persona singolare ma senza un oggetto espresso, la forma impersonale può invece essere seguita da un avverbio o da un verbo all’infinito; in questo tipo di costruzione il si può essere considerato il soggetto vero e proprio della frase, un soggetto generico e indefinito: 
- in Italia si mangia bene → in Italia le persone (soggetto indefinito) mangiano bene; oggi si studia → oggi noi studiamo, oggi qualcuno studia;


Baia

Quali erano i posti di vacanza esclusivi, duemila anni fa?.
Dove andavano a divertirsi i "famosi", lontano dai "guardoni", dai
 fans e dai rompiscatole?
I ricchi dell'antichità andavano a
 Baia, a sud di Napoli, il luogo di villeggiatura più ricco ed elegante dell'Impero romano.
Politici, uomini d'affari, intellettuali, imperatori: chi poteva si costruiva una villa, possibilmente enorme e lussuosa, per passare l'estate (e anche un po' per mostrare la propria ricchezza e il proprio potere).
Perché Baia?
La fortuna di Baia dipende dalle sue acque termali.
Già nel II secolo a.C. infatti a Baia si costruiscono impianti termali e nel secolo successivo si cominciano a costruire le prime
 ville aristocratiche, sempre in posizione panoramica, sulla collina davanti al mare.
In poco tempo diventa un luogo di villeggiatura elitario e famosissimo.
A Baia era impossibile non divertirsi. Il cielo azzurro, il mare trasparente, il clima piacevole, l'acqua calda delle terme: tutto sembra fatto per stimolare la pigrizia e il piacere.

 
Qui avevano una "villetta per le vacanze" Giulio Cesare, Pompeo Magno, Marco Antonio, il poeta Lucullo e Cicerone. L'elenco degli imperatori che frequentavano a Baia è lunghissimo: Caligola, Claudio (che ai suoi ospiti offriva da mangiare su piatti galleggianti in un
 triclinio-ninfeo), Nerone (che nella villa di Baia ha fatto ammazzare la madre Agrippina e la zia Domizia Lepidia), Domiziano, Adriano (che qui è venuto a morire nel 138), Antonino Pio, Commodo, Alessandro Severo (che ha fatto costruire per la sua mamma un palatium cum stagnum, cioè un palazzo con laghetto artificiale).
Oggi di tutto questo rimangono solo rovine sulla collina e in fondo al mare.
Ma ancora oggi, passeggiando fra i giardini e i resti delle ville, viene da pensare: quante cose hanno da raccontare quei muri !


Esercizio 1: cambia le frasi a seconda del soggetto richiesto.

1. Io penso di divertirmi
Loro pensano di ______________________
2. Io comincio a preoccuparmi
Voi cominciate a ___________________
3. Io ho deciso di arrendermi
Noi abbiamo deciso di ___________________
4. Io non voglio dilungarmi troppo
Lui non vuole _____________________
5. Io non potevo accorgermi di questo
Tu non potevi ________________________
6. Io sono abituato a barcamenarmi
Loro sono abituati a _____________________
7. Io devo smetterla di lagnarmi
Voi dovete smetterla di __________________
8. Io continuo a non ricordarmi 
Lei continua a non ____________________
9. Io non perdo tempo a arrabbiarmi con te 
Noi non perdiamo tempo a _____________________
10. Io rischio di addormentarmi
Tu rischi di _______________________


Esercizio 2: indica nella colonna di destra se il “si” è impersonale o riflessivo

1. Dove andavano a divertirsi i ricchi nell'antichità?

2. Chi poteva si costruiva una villa

3. Nel II secolo a.C. a Baia si costruiscono impianti termali

4. Nel I secolo si cominciano a costruire le prime ville

5. A Baia si andava anche, e soprattutto, per piacere

6. Baia si trova vicino a Napoli

7. Le donne a Baia si trasformavano da Penelope in Elena!

8. A Baia si facevano i bagni termali 

9. Nella villa di Claudio si mangiava su piatti galleggianti 

10. A baia non c'era il rischio di annoiarsi



Completare con le preposizioni

1. Dove andavano a divertirsi i "famosi", lontano  _____ rompiscatole? 
2. I ricchi dell'antichità andavano a Baia il luogo di villeggiatura più ricco _______ Impero romano 
3. La fortuna di Baia dipende _______ sue acque termali 
4. A Baia si cominciano a costruire le prime ville sulla collina davanti _____ mare
5. _____ poco tempo diventa un luogo di villeggiatura elitario e famosissimo.
6. L'elenco _______ imperatori che frequentavano a Baia è lunghissimo
7. Claudio offriva ______ mangiare ai suoi ospiti su piatti galleggianti
8. Adriano è morto a Baia _____ 138
9. Oggi di tutto questo rimangono solo rovine ______ collina e in fondo al mare.
10. Quante cose hanno _____  raccontare quei muri!


Il personaggio del giorno


La città di Roma nell’Età Imperiale.


In età imperiale Roma aveva circa 1.200.000 abitanti (schiavi e immigrati esclusi). Era piena di edifici monumentali, piazze enormi, fontane e statue, ma era anche molto rumorosa.  
La mattina non ti lasciano vivere i maestri di scuola, di notte i fornai e a tutte le ore del giorno i fabbri che battono con i loro martelli.
Qua c'è un cambiavalute che, non avendo altro da fare, rivolta un mucchio di monete sul suo sudicio tavolo; là un orafo che batte l'oro di Spagna per modellarlo; e non smettono di vociare rumorosamente i religiosi, fanatici seguaci della dea Bellona.
(MARZIALE)
Il traffico era caotico e le strade sempre affollate. 
A me, che vado sempre di fretta, la folla che mi precede mi sbarra la strada; (GIOVENALE) 
Disordinata e colorata, era una vera metropoli cosmopolita dove si potevano ascoltare le lingue e i dialetti più strani ed "esotici".
Dove viveva questa folla immensa?

C'erano due tipi principali di abitazione, la 
domus(residenza signorile) e l'insula (grandi caseggiati a più piani con appartamenti in affitto), per un totale di 1790 domus e 44.300 insulae. I più ricchi possedevano anche gli horti, vaste proprietà periferiche caratterizzate da enormi giardini, e le ville, costruite al di fuori dell'area urbana.
Tuttavia il problema degli alloggi era gravissimo perché gli abitanti erano troppo numerosi e lo spazio disponibile insufficiente: lo scrittore Vitruvio (I secolo d.C.) scrive che "i cittadini sono così numerosi che bisogna costruire dappertutto le abitazioni".
Di conseguenza, la speculazione edilizia era cosa normale e gli affitti altissimi, magari per dormire in appartamenti piccoli, sporchi e senza luce.
Roma divisa in area monumentale (arancione), area dei grandi parchi (verde) e area destinata prevalentemente alle abitazioni di tipo intensivo (marrone) 


La 
domus era l'abitazione delle persone benestanti. Di solito era occupata da una sola famiglia ed era a un unico piano (il pianterreno), con numerosi ambienti destinati ciascuno ad un uso specifico.
Fornita di tutte le comodità (compresa l'acqua corrente), con stanze ricoperte di affreschi e un bel giardino interno: la vita nelle domus era molto piacevole. Soprattutto gli abitanti potevano dormire, perché esse erano in genere costruite lontano dai quartieri più affollati e rumorosi: il rumore accompagnava infatti, notte e giorno, chi invece viveva nelle 
insulae, i palazzi a più piani nei quali abitava la maggior parte della popolazione di Roma.
 
A Roma la maggior parte degli ammalati muore di insonnia... (GIOVENALE)
Ma non era solo il traffico a togliere il sonno.  
Abito proprio sopra le terme. Il vociare è tale che vorresti essere sordo.
Se qualcuno si fa fare un massaggio, sento il colpo della mano sulla sua spalla, con un suono diverso secondo che sia dato a mano piatta o concava.
Se viene quello che vuole giocare a palla e comincia a contare i colpi ad alta voce, è finita. (SENECA)
Insomma, il povero non ha un luogo per pensare o per dormire in pace a Roma (MARZIALE)
Inoltre, nelle insulae non c'era acqua corrente negli appartamenti e quindi non c'erano servizi igienici. I romani, perciò, si lavavano nei bagni pubblici e alle terme. Quanto ai rifiuti, li gettavano senza problemi dalle finestre,  soprattutto di notte. Camminare di notte per le strade della città era perciò molto pericoloso, non solo perché erano buie (non c'era illuminazione pubblica) e si potevano incontrare dei malintenzionati, ma soprattutto per quello che poteva cadere giù dalle finestre delle insulae. 
Questi palazzi a cinque-sei piani, creati per fare fronte alla popolazione in continuo aumento, erano spessissimo delle vere trappole. Costruiti da imprenditori disonesti, che usavano materiali edilizi di scarsa qualità, e amministrati da proprietari che pensavano solo ad arricchirsi grazie agli affitti altissimi, avevano anche altri due inconvenienti: i crolli e gli incendi.
Infatti solitamente i palazzi erano troppo alti rispetto al perimetro di base, e i muri maestri non superavano i 45 cm di spessore: vedersi crollare la casa sulla testa era una delle esperienze più temute dagli inquilini, e una delle più probabili. 


Altro incubo dei romani erano gli incendi, che in città erano frequentissimi. In caso di incendio, chi abitava ai piani superiori non aveva possibilità di scampo: i vigili del fuoco non erano in grado di far arrivare l'acqua oltre il secondo piano. 
Città invivibile? Può darsi. Ma, per dirla con Ovidio. Che cosa, migliore di Roma?


 



Durante l’epoca imperiale:
Roma ha più di un milione di abitanti. Vero o falso ?
Roma é una città calma e silenziosa. Vero o falso ?
A Roma si puù passeggiare tranquillamente. Vero o falso ?
A Roma vive gente che viene da luoghi differenti. Vero o falso ?
Le condizioni di vita delle persone ricche sono simili a le condizioni di vita delle persone più povere. Vero o falso ?
Il numero dei cittadini che vivono a Roma è più alto del numero delle case disponibili. Vero o falso ?
La domus è l’insula sono abitazioni destinate allo stesso genere di persone. Vero o falso ?
La città di notte è pericolosa. Vero o falso ?
Gli affitti sono bassi. Vero o falso ?
Le strade sono luminose. Vero o falso ?
Le case sono costruite in modo sicuro. Vero o falso ?



Decima settimana - lezione A



La città di Roma nell’Età Imperiale.


In età imperiale Roma aveva circa 1.200.000 abitanti (schiavi e immigrati esclusi). Era piena di edifici monumentali, piazze enormi, fontane e statue, ma era anche molto rumorosa.  
La mattina non ti lasciano vivere i maestri di scuola, di notte i fornai e a tutte le ore del giorno i fabbri che battono con i loro martelli.
Qua c'è un cambiavalute che, non avendo altro da fare, rivolta un mucchio di monete sul suo sudicio tavolo; là un orafo che batte l'oro di Spagna per modellarlo; e non smettono di vociare rumorosamente i religiosi, fanatici seguaci della dea Bellona.
(MARZIALE)
Il traffico era caotico e le strade sempre affollate. 
A me, che vado sempre di fretta, la folla che mi precede mi sbarra la strada; (GIOVENALE) 
Disordinata e colorata, era una vera metropoli cosmopolita dove si potevano ascoltare le lingue e i dialetti più strani ed "esotici".
Dove viveva questa folla immensa?

C'erano due tipi principali di abitazione, la 
domus(residenza signorile) e l'insula (grandi caseggiati a più piani con appartamenti in affitto), per un totale di 1790 domus e 44.300 insulae. I più ricchi possedevano anche gli horti, vaste proprietà periferiche caratterizzate da enormi giardini, e le ville, costruite al di fuori dell'area urbana.
Tuttavia il problema degli alloggi era gravissimo perché gli abitanti erano troppo numerosi e lo spazio disponibile insufficiente: lo scrittore Vitruvio (I secolo d.C.) scrive che "i cittadini sono così numerosi che bisogna costruire dappertutto le abitazioni".
Di conseguenza, la speculazione edilizia era cosa normale e gli affitti altissimi, magari per dormire in appartamenti piccoli, sporchi e senza luce.
Roma divisa in area monumentale (arancione), area dei grandi parchi (verde) e area destinata prevalentemente alle abitazioni di tipo intensivo (marrone) 


La 
domus era l'abitazione delle persone benestanti. Di solito era occupata da una sola famiglia ed era a un unico piano (il pianterreno), con numerosi ambienti destinati ciascuno ad un uso specifico.
Fornita di tutte le comodità (compresa l'acqua corrente), con stanze ricoperte di affreschi e un bel giardino interno: la vita nelle domus era molto piacevole. Soprattutto gli abitanti potevano dormire, perché esse erano in genere costruite lontano dai quartieri più affollati e rumorosi: il rumore accompagnava infatti, notte e giorno, chi invece viveva nelle 
insulae, i palazzi a più piani nei quali abitava la maggior parte della popolazione di Roma.
 
A Roma la maggior parte degli ammalati muore di insonnia... (GIOVENALE)
Ma non era solo il traffico a togliere il sonno.  
Abito proprio sopra le terme. Il vociare è tale che vorresti essere sordo.
Se qualcuno si fa fare un massaggio, sento il colpo della mano sulla sua spalla, con un suono diverso secondo che sia dato a mano piatta o concava.
Se viene quello che vuole giocare a palla e comincia a contare i colpi ad alta voce, è finita. (SENECA)
Insomma, il povero non ha un luogo per pensare o per dormire in pace a Roma (MARZIALE)
Inoltre, nelle insulae non c'era acqua corrente negli appartamenti e quindi non c'erano servizi igienici. I romani, perciò, si lavavano nei bagni pubblici e alle terme. Quanto ai rifiuti, li gettavano senza problemi dalle finestre,  soprattutto di notte. Camminare di notte per le strade della città era perciò molto pericoloso, non solo perché erano buie (non c'era illuminazione pubblica) e si potevano incontrare dei malintenzionati, ma soprattutto per quello che poteva cadere giù dalle finestre delle insulae. 
Questi palazzi a cinque-sei piani, creati per fare fronte alla popolazione in continuo aumento, erano spessissimo delle vere trappole. Costruiti da imprenditori disonesti, che usavano materiali edilizi di scarsa qualità, e amministrati da proprietari che pensavano solo ad arricchirsi grazie agli affitti altissimi, avevano anche altri due inconvenienti: i crolli e gli incendi.
Infatti solitamente i palazzi erano troppo alti rispetto al perimetro di base, e i muri maestri non superavano i 45 cm di spessore: vedersi crollare la casa sulla testa era una delle esperienze più temute dagli inquilini, e una delle più probabili. 


Altro incubo dei romani erano gli incendi, che in città erano frequentissimi. In caso di incendio, chi abitava ai piani superiori non aveva possibilità di scampo: i vigili del fuoco non erano in grado di far arrivare l'acqua oltre il secondo piano. 
Città invivibile? Può darsi. Ma, per dirla con Ovidio. Che cosa, migliore di Roma?


 



Durante l’epoca imperiale:
Roma ha più di un milione di abitanti. Vero o falso ?
Roma é una città calma e silenziosa. Vero o falso ?
A Roma si puù passeggiare tranquillamente. Vero o falso ?
A Roma vive gente che viene da luoghi differenti. Vero o falso ?
Le condizioni di vita delle persone ricche sono simili a le condizioni di vita delle persone più povere. Vero o falso ?
Il numero dei cittadini che vivono a Roma è più alto del numero delle case disponibili. Vero o falso ?
La domus è l’insula sono abitazioni destinate allo stesso genere di persone. Vero o falso ?
La città di notte è pericolosa. Vero o falso ?
Gli affitti sono bassi. Vero o falso ?
Le strade sono luminose. Vero o falso ?
Le case sono costruite in modo sicuro. Vero o falso ?








Impariamo a dare le indicazioni stradali...


L PASSATO PROSSIMO


Il passato prossimo indica eventi, esperienze e fatti conclusi nel passato i cui effetti perdurano nel presente.
FORMAZIONE DEL PASSATO PROSSIMO
Il passato prossimo è formato da due elementi: l’ausiliare: il verbo essere o avere (al presente indicativo) + participio passato del verbo.
Formazione del participio passato
Il participio passato si forma togliendo al verbo la desinenza dell’infinito (are; ere; ire) e aggiungendo la desinenza del participio passato:
ARE  ATO  (cambiare cambiato)
ERE  UTO (vendere venduto)
IRE ITO  (partire partito)
Ora osserva la tabella:
PASSATO PROSSIMO DEI VERBI:
CAMBIARE – VENDERE – PARTIRE
Soggetto
Ausiliare
Participio passato
Ausiliare
Participio passato
Ausiliare
Participio passato
io
ho
cambiato
ho
venduto
 sono
 partito – a
tu
hai
cambiato
hai
venduto
 sei
 partito – a
lui – lei
ha
cambiato
ha
venduto
 è
 partito – a
noi
abbiamo
cambiato
abbiamo
venduto
 siamo
 partiti – e
voi
avete
cambiato
avete
venduto
 siete
 partiti – e
loro
hanno
cambiato
hanno
venduto
 sono
 partiti – e

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI ESSERE E AVERE
Soggetto
Ausiliare
Participio passato
Ausilaire
Participio passato
io
sono
stato – a
ho
avuto
tu
sei
stato – a
hai
avuto
lui – lei
è
stato – a
ha
avuto
noi
siamo
stati – e
abbiamo
avuto
voi
siete
stati – e
avete
avuto
loro
sono
stati – e
hanno
avuto
Come potete vedere dalle tabelle, con l’usiliare avere il participio passato non cambia.
L’ausiare avere si usa con i verbi transitivi, ovvero con quei verbi che rispondono alla domanda: chi? che cosa?
Qualche esempio:
Ho mangiato (cosa?) una mela.
Abbiamo incontrato (chi?) Lucia.
L’ausiliare essere si usa con i verbi intransitivi, ovvero con i verbi che non rispondono alla domanda: chi? che cosa?
Per esempio: sono uscito presto stamattina.
L’ausiliare essere si usa con:
i verbi di movimento: partire; uscire; tornare etc.
i verbi riflessivi: alzarsi; svegliarsi; lavarsi etc. (mi sono alzato; ti sei svegliato)
i verbi di stato: stare; rimanere; restare etc.
i verbi che indicano un cambiamento: diventare; nascere; morire etc.
Con l’ausiliare essere il participio passato concorda con il genere(maschile-femminile) e il numero (singolare-plurale) del soggetto:
 Marta è andata al mare; Luca è andato al mare; Marta e Natalia sono andate al mare; Luca e Alex sono andati al mare.


Il passato prossimo indica eventi, esperienze e fatti conclusi nel passato i cui effetti perdurano nel presente.
FORMAZIONE DEL PASSATO PROSSIMO
Il passato prossimo è formato da due elementi: l’ausiliare: il verbo essere o avere (al presente indicativo) + participio passato del verbo.
Formazione del participio passato
Il participio passato si forma togliendo al verbo la desinenza dell’infinito (are; ere; ire) e aggiungendo la desinenza del participio passato:
ARE  ATO  (cambiare cambiato)
ERE  UTO (vendere venduto)
IRE ITO  (partire partito)
Ora osserva la tabella:
PASSATO PROSSIMO DEI VERBI:
CAMBIARE – VENDERE – PARTIRE
Soggetto
Ausiliare
Participio passato
Ausiliare
Participio passato
Ausiliare
Participio passato
io
ho
cambiato
ho
venduto
 sono
 partito – a
tu
hai
cambiato
hai
venduto
 sei
 partito – a
lui – lei
ha
cambiato
ha
venduto
 è
 partito – a
noi
abbiamo
cambiato
abbiamo
venduto
 siamo
 partiti – e
voi
avete
cambiato
avete
venduto
 siete
 partiti – e
loro
hanno
cambiato
hanno
venduto
 sono
 partiti – e

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI ESSERE E AVERE
Soggetto
Ausiliare
Participio passato
Ausilaire
Participio passato
io
sono
stato – a
ho
avuto
tu
sei
stato – a
hai
avuto
lui – lei
è
stato – a
ha
avuto
noi
siamo
stati – e
abbiamo
avuto
voi
siete
stati – e
avete
avuto
loro
sono
stati – e
hanno
avuto
Come potete vedere dalle tabelle, con l’usiliare avere il participio passato non cambia.
L’ausiare avere si usa con i verbi transitivi, ovvero con quei verbi che rispondono alla domanda: chi? che cosa?
Qualche esempio:
Ho mangiato (cosa?) una mela.
Abbiamo incontrato (chi?) Lucia.
L’ausiliare essere si usa con i verbi intransitivi, ovvero con i verbi che non rispondono alla domanda: chi? che cosa?
Per esempio: sono uscito presto stamattina.
L’ausiliare essere si usa con:
i verbi di movimento: partire; uscire; tornare etc.
i verbi riflessivi: alzarsi; svegliarsi; lavarsi etc. (mi sono alzato; ti sei svegliato)
i verbi di stato: stare; rimanere; restare etc.
i verbi che indicano un cambiamento: diventare; nascere; morire etc.
Con l’ausiliare essere il participio passato concorda con il genere(maschile-femminile) e il numero (singolare-plurale) del soggetto:
 Marta è andata al mare; Luca è andato al mare; Marta e Natalia sono andate al mare; Luca e Alex sono andati al mare.




 Passato prossimo
                      ESSERE                                    AVERE

Io           Sono stato/a                             Ho avuto   
Tu          Sei stato/a                                Hai avuto
Lui, Lei    E’ stato/a                                  Ha avuto
Noi         Siamo stati/e                            Abbiamo avuto
Voi         Siete stati/e                              Avete avuto
Loro       Sono stati/e.                             Hanno avuto


·        Participi passati irregolari

DIRE : (ha) detto
FARE : (ha) fatto
SCRIVERE : (ha) scritto
CORREGGERE : (ha) corretto
LEGGERE : (ha) letto 

CHIEDERE : (ha) chiesto
RISPONDERE : (ha) risposto
PROPORRE : (ha) proposto
VEDERE : (ha) visto
RIMANERE : (è) rimasto

PRENDERE : (ha) preso
SCENDERE : (è/ha) sceso
SPENDERE : (ha) speso
CHIUDERE : (ha) chiuso
ACCENDERE : (ha) acceso
DECIDERE : (ha) deciso


CONOSCERE : (ha) conosciuto
VINCERE : (ha) vinto
PIACERE : (è) piaciuto
CORRERE : (è/ha) corso
SPEGNERE : (ha) spento
BERE : (ha) bevuto
MORIRE : (è) morto
OFFRIRE : (ha) offerto
APRIRE : (ha) aperto
SOFFRIRE : (ha) sofferto
METTERE : (ha) messo
PROMETTERE : (ha) promesso
SUCCEDERE : (è) successo
DISCUTERE : (ha) discusso
  
VENIRE : (è) venuto
ESSERE / STARE : (è) stato
PERDERE : (ha) perso
VIVERE : (è/ha) vissuto
SCEGLIERE : (ha) scelto


·         Avverbi con il passato prossimo

Eugenio                 è                  sempre          stato          gentile con me.
Rita,                       hai                già                 finito          di studiare?
Gianluca                è                   appena          uscito        di casa.
Loro          non       hanno           mai                parlato       di questa cosa!
Dora          non       è                  ancora           arrivata       in ufficio.
Alfredo      non        ha                più                 detto           niente.

Inoltre:                 Ho anche dormito un po’.
                             E’ venuta anche Alice.   




  
·         ELEMENTI COMUNICATIVI E LESSICALI


1.    Parlare al passato


-          Come hai passato il tempo libero?




Sai ti _______ oramai
ho ______ chi sei
non ti importa di __________
tu ______ tutto
senza alcun _____
neanche per ____
_____ amore così
come a _______ di
di buttarsi nel cesso
tanto tu non lo _____
quello che ____
Ma _____ vai
ma ______vai
tanto oramai sei ____
______così
______di lì
ti ______ e ti ____ via
Sei __________ di te
ti ____- intorno se c’è
una _____ uguale
è che sedurre per te
è più ______ che
che __________
Starti _____ si
a volte capita di
di ______ un po’ in forse
ma tu li _____ tutti
e lasci _____ com'è
Ma _____vai
ma ____ vai
Sai ti _____ oramai
Ho capito chi sei
Non ti importa di __________
Tu te li baci tutti
E lasci tutto ___________
Ma dove vai
Ma dove vai
Ma dove vai
Ma dove vai
______ oramai sei mia
(anzi) _____ così
(quando) _____ di lì
Ti _____e ti porto via
Ma dove vai?!?

Glossario

Oramai: più comune ormai, significa “a questo punto” e indica la fine di qualcosa, a volte anche esprimendo rassegnazione. Es: ormai è tardi, ormai non c’è più niente da fare.
Buttarsi nel cesso: espressione abbastanza volgare che significa buttarsi via, eliminarsi come qualcosa di inutile.
Sedurre: far innamorare qualcuno con il proprio atteggiamento o modo di fare.
In forse: insicuro, nel dubbio.

Grammatica e comprensione

Coniuga i verbi tra parentesi al presente.
In alcune interviste Vasco Rossi ha dichiarato che questa canzone è stata scritta ispirandosi ad un romanzo dello scrittore Niccolò Ammaniti, intitolato appunto Ti prendo e ti porto via. Il libro (raccontare) __________ le vicende di Pietro Moroni e Graziano Biglia: le loro due storie (scorrere) ________ parallele per quasi tutto il romanzo, e si (ricongiungere) solo nel finale. Pietro (essere) _________ un timido studente di scuola media, figlio di una famiglia molto problematica, innamorato della sua compagna di classe, Gloria. La ragazza, figlia di una buona famiglia borghese, (vivere) _________ un’esistenza opposta alla sua, ma proprio per queste differenze (diventare) __________ molto amica del ragazzo. Graziano, playboy fallito ed eterno adolescente, (tornare) _________ nel paese dopo anni di bagordi, di sesso e di droga e qui (scoprire) __________ per la prima volta il vero amore: (innamorarsi) ___________ infatti della professoressa Flora Palmieri, l’insegnante di Pietro, una donna sola e un po’ strana.

No comments:

Post a Comment